La storia non si dimentica

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Carissimi, Carissime,

 
 

vi scrivo dopo un incontro con l’ambasciatore turco Murat Esenli, nel quale abbiamo discusso anche di due casi di persone arrestate dopo il 15 luglio di cui mi sto occupando, il giudice del Tribunale penale internazionale Aydin Sedaf Akay e il giornalista Kadri Gursel che avevo incontrato personalmente nella mia visita in Turchia a settembre.

La ripresa dell’anno sul fronte internazionale è iniziata con tutte le difficoltà previste e forse qualcuna in più. Mi colpisce e mi preoccupa la rapidità con cui Donald Trump sta utilizzando lo strumento degli executive orders per disfare il lavoro fatto da Barack Obama, e per dare seguito a quanto aveva annunciato in campagna elettorale.

Il 2017 presenta quindi numerose sfide. Ne ho discusso mercoledì scorso in un'iniziativa con l’Ambasciatrice tedesca in Italia, Susanne Wasum-Rainer, e anche rispondendo alle domande di alcuni giornalisti della trasmissione Spazio Transnazionale di Radio Radicale. Potete riascoltarla qui.
 

 
 

 
 

 

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Anche il fronte italiano presenta molte complicazioni. Le notizie del terremoto e della neve in centro Italia rappresentano una situazione di estrema gravità che ci deve vedere al lavoro con sobrietà e impegno per rimediare ai danni delle due catastrofi concomitanti. Sono state scritte e dette molte cose su questo, lo spunto che ho trovato più saggio è questo video di Makkox. La sobrietà e serietà devono contagiarci anche in occasione della discussione sulla legge elettorale: mi auguro che a partire dal PD ci si renda conto che l’Italia non può assistere al solito prolungato scambio di opposte responsabilità sulla legge elettorale o sulla data delle elezioni.

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Per la Giornata della Memoria, Milano ha deciso di partecipare insieme a tante altre città del mondo alla posa di sei pietre di inciampo (qui i luoghi), cioè piccoli blocchetti di ottone posti davanti alle abitazioni di persone cadute vittime dei nazifascisti. Si tratta di un inciampo visivo, recante l’indicazione del nome della persona, la data di nascita e la data e le circostanze della morte, che ha l’obiettivo di creare una rete di memoria diffusa, restituendo identità a persone che i nazifascisti volevano ridurre a numeri.

Purtroppo la pietra di inciampo di via Plinio 20, nella mia zona, dedicata alla memoria di Daniele Coen deportato e morto ad Auschiwtz, è stata vandalizzata di notte pochi giorni dopo la posa. La presidente del Municipio di zona 3, Caterina Antola, ha organizzato una iniziativa per dire che la memoria non si tocca. Ci vedremo sabato 28 gennaio, alle 15.30, in piazza Lima. Formeremo una catena umana che passando sotto la Porta della memoria porterà un filo di 1.9 Km fino al Binario 21 (Memoriale della Shoah) di Via Ferrante Aporti. La catena umana vedrà alla testa la figlia di Dante Coen, Ornella Coen, la Presidente del Municipio 3 Caterina Antola e il Sindaco di Milano Beppe Sala. Ai cittadini che interverranno il compito di partecipare numerosi per portare il filo della memoria fino alla meta in un abbraccio fisico e simbolico per affermare che a Milano la storia non si cancella.

 
 

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Infine, un'ultima notizia triste. Il 2 gennaio è mancato Giampaolo Calchi Novati, professore emerito all’Università di Pavia, decano degli studi di africanistica in Italia. Giampaolo è stato mio professore per la prima tesi di laurea, sono poi stata sua assistente a Pavia per molti anni, e per me è stata una figura di riferimento professionale e personale. Ne ho ricordato la lezione accademica con Antonio Morone sull’Unità e con un ricordo più personale. Chi di voi ha avuto la fortuna di conoscerlo, di persona o attraverso i suoi libri, credo possa capire e condividere il senso di perdita che proviamo in tanti.

Lunedì 6 febbraio in ISPI abbiamo organizzato un momento di ricordo di Giampaolo.

 
 

A presto,

 
 

Lia


 

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