Milano in controtendenza, vince il Sì

Il Sì ha vinto con il 51,13% (343.637 voti) contro il 48,87% del No (328.440 voti). Record di affluenza: alle urne il 71,73% degli aventi diritto. La Lombardia invece boccia la riforma costituzionale. Polemiche e accuse dal centrodestra sulle matite cancellabili

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Il voto di Giuseppe Sala, Matteo Salvini e Angelo Scola

Il Sì ha vinto a Milano, dove ha ottenuto il 51,13% delle preferenze:343.637 voti. Il No all’ombra della Madonnina si è fermato al 48,87 %: 328.440 voti. È un dato in controtendenza rispetto al risultato nazionale, dove la riforma è stata bocciata con larga maggioranza. Per quanto riguarda i Municipi, il Sì stravince in zona 1 (in centro storico) con il 64,79%, mentre il No ha primeggiato con il 53,52% al Municipio 9 e con il 51,97% al Municipio 2. In Lombardia invece, a 8.929 sezioni scrutinate su 9.222 è in vantaggio il «No»: 55,45% contro il 44,55% del «Sì». Per quanto riguarda le percentuali dei votanti alle urne si può parlare di un un’affluenza record: alle urne è andato il 71,73 per cento degli aventi diritto al voto. Come detto, un primato: basti pensare che alle ultime elezioni Amministrative del giugno scoro, al primo turno, era andato a votare il 54,6% degli aventi diritto al voto e al ballottaggio il 51,8%. A Milano e provincia l’affluenza è stata del 74,4%. In Lombardia si attesta invece al 74,5%: si è votato di più a Bergamo (77,2%) e Brescia (76,4%). È del 74,4% l’affluenza a Milano e provincia

Le ripercussioni per Milano

Milano quindi va in controtendenza per quanto riguarda il risultato del referendum. Nella città considerata la culla del renzismo vince il Sì. Per gran parte dello spoglio Sì e il No si sono inseguiti: ma alla fine è arrivata la promozione milanese alla riforma costituzionale. La vittoria nazionale del No fa esultare la Lega, mentre i Cinque Stelle mantengono per ora il basso profilo. La performance milanese per il Sì non può comunque far sorridere il Pd, che aveva scommesso in un ruolo della città trainante per l’intero Paese. Il tema è ora quali potrebbero essere le ripercussioni per il capoluogo lombardo da un passo indietro del premier. Salta infatti l’asse con Roma, costruita con grande attenzione e determinazione dal premier e dal sindaco di Milano. Giuseppe Sala, nelle ore in cui si delineava la vittoria nazionale del No, ha ripetuto al suo staff e ai suoi assessori che nessun capo di governo, chiunque esso sia, potrà prescindere da Milano. (dal Corriere della Sera).

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