News dal Parlamento: Perché voto Peluffo e Roggiani e sul decreto sicurezza

NewsletterFranco Mirabelli
 
 
Cari, Domenica 18 novembre in Lombardia si svolgono i congressi del PD e vota per eleggere il Segretario Regionale e i Segretari delle federazioni metropolitane o provinciali.
Per il ruolo di Segretario Regionale del PD della Lombardia si vota con elezioni primarie, cioè possono votare gli iscritti del PD e gli elettori. Per la Federazione Pd Milano Metropolitana, invece, votano solo gli iscritti al PD.
Per il Partito Democratico si tratta di un momento importante di confronto con i propri iscritti e i propri simpatizzanti, di ascolto ma anche di rilancio, per recuperare protagonismo e ridare forza e slancio ad un progetto politico che va costruito insieme ai territori e alle loro istanze.
Per questo invito tutti a partecipare.

La candidatura di Vinicio Peluffo per la Segreteria Regionale del PD lombardo è un’opportunità importante per il nostro partito. Peluffo è uomo di equilibrio che ha dimostrato non solo capacità di direzione ma di saper condividere le scelte cercando la sintesi e non le divisioni, preferendo l’ascolto al comando e anche per questo lo sostengo. Da parlamentare ha dimostrato di saper affrontare problemi complessi, ma anche di saper rappresentare i territori e loro le vertenze e in entrambi i casi l’ha fatto costruendo relazioni, sempre attento e sensibile a ciò che la società lombarda esprime. Penso che abbiamo bisogno di questo: di una persona che, a tempo pieno, valorizzi ciò che le buone amministrazioni locali del PD esprimono, rilanci la nostra presenza sul territorio e lavori a un progetto credibile che renda possibile cambiare il governo della Lombardia. Per far questo serve insieme consolidare la nostra capacità di rappresentare le grandi aree urbane ed entrare in sintonia con chi vive nei piccoli centri Lombardi. Lavoro, ambiente e legalità sono i temi che Vinicio considera prioritari e anche per questo vi invito a votare e far votare Vinicio domenica prossima.
Programma di Vinicio Peluffo (file PDF)»

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Silvia Roggiani da quando fa politica, da prima del PD e anche per questo sono contento che si sia candidata a guidare la nostra Federazione del PD Milano Metropolitano e la sostengo convinto che sarà un'ottima Segretaria. Silvia è una donna saggia, sa ascoltare e affronta i problemi cercando la soluzione che unisce di più e di evitare gli scontri. È capace, lo ha dimostrato in questi anni svolgendo un lavoro decisivo per la riuscita di tante delle cose fatte e di cui andiamo tutti orgogliosi. È una democratica, ha creduto dall’inizio e crede ancora nel progetto del PD come strumento necessario di partecipazione per dare un futuro al nostro Paese. Silvia sa che ciò che serve è tornare tra le persone, ascoltarle e farsi carico dei problemi, soprattutto dei più deboli. Ed è metropolitana sa che è una opportunità e sa che dobbiamo colmare il ritardo nella costruzione della città metropolitana!
Programma di Silvia Roggiani»

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Qui di seguito alcune riflessioni sul Decreto Sicurezza, discusso in Senato nei giorni scorsi:


 
 

 

Il decreto sicurezza è propaganda che non garantisce più sicurezza ai cittadini

Intervento in Senato in qualità di relatore di minoranza del "decreto sicurezza" (video).

Illustro la relazione di minoranza presentata dal Gruppo Partito Democratico in Commissione Affari Costituzionali partendo da una considerazione.
Abbiamo fatto una lunga discussione su questo decreto.
L'abbiamo approfondito avvalendoci anche di un nutrito numero di competenze che abbiamo audito in Commissione. Nel testo finale che arriva oggi in Aula, però, di quei contributi non troviamo nulla, così come troviamo pochissimo dei contributi dati dai Gruppi Parlamentari nella discussione in Commissione.
Abbiamo ascoltato competenze che ci hanno fatto rilievi puntuali sulla costituzionalità di alcune norme, sulla inopportunità di altre e registriamo che nulla di tutto ciò è stato raccolto in questo testo.
D'altra parte, non poteva che essere così perché questo decreto è, in realtà, un manifesto politico e non una legge. Non è il tentativo di introdurre in un decreto norme che garantiscano più sicurezza ai cittadini perché non ci sono norme di questo tipo: non ci sono soldi per la videosorveglianza e per le Forze dell'ordine; non ci sono strumenti per rendere più rapidi i respingimenti. Non c'è nulla di tutto ciò.
 

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Positiva l'approvazione dell'emendamento per garantire risorse ai Comuni per i beni confiscati alle mafie

Voglio sottolineare il valore del mio emendamento al "Decreto Sicurezza" - approvato in Commissione Affari Costituzionali del Senato (video) - che cambia l’impostazione sulla vicenda dei beni confiscati e della loro gestione.
In apertura della discussione su questo tema avevamo detto che ci preoccupava il fatto che si creasse una separazione tra la confisca dei beni e la loro messa a disposizione della società, che era uno dei fondamenti della legge di Pio Latorre. L’idea di forzare sulla privatizzazione (cioè la vendita ai privati dei beni confiscati), infatti, rischiava e rischia tutt’ora di andare in questa direzione. Se, però, destiniamo una parte di fondi ai Comuni che comunque avranno la possibilità di utilizzare quei beni per uno o due anni, diamo loro ciò che fino ad ora è mancato, cioè le risorse.
Per questo penso che facciamo una cosa utile che permetterà l’utilizzo di molti più beni confiscati da parte dei Comuni. Inoltre, come da tempo Anci e Comuni sollecitavano, si consente di non lasciare soli i Comuni nell’utilizzo dei beni confiscati, garantendo loro la possibilità di avere le risorse. La creazione di un fondo appositamente dedicato a questo e la scelta di implementarlo con il 10% di ciò che viene recuperato vendendo i beni confiscati credo che sia un fatto comunque positivo, pur all’interno di un ragionamento che complessivamente non ci vede d’accordo.
 

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Il decreto sicurezza è inutile e dannoso

Intervento in Senato nella replica in qualità di Relatore di minoranza del Decreto Sicurezza (video).

 
Una veloce replica per ribadire il giudizio che abbiamo dato sul decreto sicurezza e che non cambia dopo la discussione a cui abbiamo assistito in Senato.
Mi pare che, al di là di polemiche fondate sul passato, le critiche che abbiamo avanzato su questo decreto restano valide e, in particolare, l’assenza di misure nuove e cogenti per garantire davvero più sicurezza ai cittadini e la critica che ci fa dire che le norme introdotte sulla questione migratoria sono norme che renderanno più insicuro il Paese perché aumenteranno la dimensione della clandestinità e infieriscono su figure che non hanno colpe.
Non hanno colpe i ragazzi che sono nati qui e che per avere la cittadinanza dopo i 18 anni dovranno attendere altri 4 anni e non più 2.
 

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