News dal Parlamento: cambiamenti all'indietro, settore giochi, prossimi appuntamenti

 
NewsletterFranco Mirabelli
 
 
 

 

Il primo atto del Governo del cambiamento guarda al passato

Intervento in Senato per esprimere il voto contrario del suo gruppo PD al Dl sul riordino dei ministeri (video).

 
Signor Presidente, i colleghi del mio Gruppo, intervenuti in discussione generale e presentando la relazione di minoranza, hanno già illustrato bene le ragioni per cui voteremo contro la conversione in legge di questo decreto.
È il primo atto del nuovo Governo, del Governo del cambiamento. Forse bisogna cominciare a capire che il concetto di cambiamento non è neutro e non è necessariamente positivo, soprattutto se, come in questo decreto, consiste nell'interrompere esperienze che hanno dato e stavano dando risultati positivi, senza spiegarne le ragioni e senza spiegare come si vuole operare per raggiungere gli obiettivi di interesse pubblico che gli assetti che il Governo sta cancellando dovevano perseguire.
Insomma, in questa discussione non ci avete spiegato le ragioni della cancellazione delle unità di missione, dello spostamento del Ministero del turismo dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo al Ministero dell'agricoltura. Se questo decreto serve solo a dimostrare che si vuole segnare una differenza rispetto agli ultimi Governi, è una scelta debole e sbagliata.
 

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Presentazione di un disegno di legge per il riordino del settore giochi

Intervento alla conferenza stampa di presentazione del Disegno di Legge A.S. 560 "Disposizioni in materia di riordino dei giochi" (Video).
 
Abbiamo convocato una conferenza stampa per illustrare il Disegno di Legge A.S. 560 "Disposizioni in materia di riordino dei giochi" che abbiamo presentato in Senato a firma mia e di altri colleghi senatori del PD.
Si tratta di un progetto di legge di riordino complessivo del settore dei giochi in Italia.
Abbiamo scelto di presentarlo ora che alla Camera dei Deputati è in discussione il Decreto Dignità che si occupa anche del gioco, molto parzialmente, per dare il senso della necessità di un intervento serio sul settore che non si può continuare ad aggiornare sulla base di interventi spot e parziali, soprattutto per quanto riguarda il gioco con premi in denaro, come è stato anche nella precedente legislatura.
Siamo convinti che serva un riordino complessivo del settore, nell’interesse di tutti i cittadini ma anche della filiera industriale che guarda al gioco, al fine di dare a tutti certezze.
È evidente che per noi l’obiettivo è quello di ridurre la domanda e l’offerta di gioco nel nostro Paese e questo vuol dire sicuramente intervenire sulla pubblicità ma anche sulle regole, garantendo una qualità diversa dell’offerta di gioco e poi significa intervenire per ridurre i volumi e i punti vendita del gioco.
Queste, infatti, sono le condizioni reali per ridurre domanda e offerta di gioco.
 

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Le norme per il settore giochi contenute nel Decreto Dignità

Intervento in Senato riguardante le norme per il settore dei giochi contenute nel Decreto Dignità (Video).

 
Signor Presidente, colleghi, io interverrò solo sull'articolo 9 del decreto-legge, perché credo che sulla vicenda del gioco sia utile, al di là della retorica e della propaganda, dire le cose come stanno, sapendo che non sottovalutiamo assolutamente l'importanza della proibizione della pubblicità.
Credo che sia un provvedimento giusto, necessario per ridurre la domanda di gioco; un provvedimento importante che interviene dopo una regolamentazione che i Governi precedenti avevano già messo in campo sulla pubblicità, proibendo la pubblicità in RAI e stabilendo delle regole ferree rispetto agli orari in cui era possibile trasmettere pubblicità sulle reti generaliste.
Riconosciamo che quella regolamentazione non era sufficiente. È evidente che, soprattutto in occasione degli avvenimenti sportivi e sulle televisioni specializzate nello sport, si è arrivati a un vero e proprio abuso della pubblicità in particolare in relazione alle scommesse. Quindi è giusto proibire la pubblicità: non abbiamo difficoltà a riconoscerlo.
 

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Così assetati di poltrone che si vogliono spartire anche il Cai

Articolo pubblicato su HuffingtonPost.

Alla Lega e al Movimento 5 stelle, sempre in nome del cambiamento, ma verso la ricostruzione della Prima Repubblica, non basta spartirsi tutti i posti che ci sono in Rai, alle Fs e in Cdp. Non ancora sazi, quelli dell'Italia agli italiani e quelli dell'uno vale uno ora hanno bisogno di altri spazi per soddisfare i propri appetiti, mettendo anche in discussione l'autonomia di altri enti e organizzazioni che, negli anni, hanno costruito una loro, sana e importante, autonomia dalla politica.
È il caso del CAI (Club Alpino Italiano). Nel decreto di riordino dei ministeri, trasferendo le competenze per questo ente dal Mibact al Ministero dell'Agricoltura, il governo ha pensato bene di inserire una norma che ci riporta nientepopodimeno al 1963 (la Prima Repubblica è con noi...), quando appunto era il Ministero competente a designare i 5 membri dell'organismo direttivo del Cai. Oggi al ministero competente spetta solo la nomina di un revisore per assolvere al ruolo di vigilanza sui bilanci.
Io, con i colleghi del Pd Parrini, Sbrollini e Farrari, ho presentato un emendamento soppressivo di questa norma. Ma mi chiedo: che fine ha fatto la battaglia grillina contro la occupazione della società da parte della politica? Quando si interviene così, cercando di imporre 5 nominati a gestire un ente come il Cai, in cui le cariche direttive sono tutte elettive e scelte dai soci, dove si va a finire?

 

 

 

APPUNTAMENTI:
Con l'occasione auguro una buona pausa estiva e buone vacanze a chi ha la possibilità di farle. Alla ripresa ci vediamo alla Festa de l'Unità di Milano Metropolitana (che quest'anno sarà itinerante nei Municipi di Milano, locandina) nei giorni venerdì 14 settembre (per parlare di giustizia e legalità al tempo dei populismi) e domenica 23 settembre (per parlare del PD visto da Milano) alle ore 18.30.

Inoltre,  Venerdì 31 agosto, sabato 1 e domenica 2 settembre si terrà un nuovo appuntamento nazionale di Area Dem a Cortona (AR). I tre giorni vogliono essere un momento di discussione e approfondimento politico per rilanciare il campo progressista, superare divisioni e lacerazioni e mettere a disposizione di tutti, dentro e fuori il Pd, un'occasione libera di confronto. Traccia del programma»

Locandina con informazioni»
 

 

 

 

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