News dal Parlamento: Prossimi Incontri e Riflessioni

 
NewsletterFranco Mirabelli
 
 
Riprendiamo l'attività politica e istituzionale con un po' di appuntamenti e alcune riflessioni su quanto sta avvenendo nel PD e nel nostro Paese. 

In questi giorni è in corso laFesta de l'Unità di Milano Metropolitana dove parteciperò ad alcuni incontri a cui spero di incontrarvi, ecco le date:

Sabato 8 settembre alle ore 11:00 all'incontro “Un impegno concreto per l’Italia” con i Gruppi PD Camera e Senato, presso la Darsena in piazza XXIV Maggio. (Locandina)

Venerdì 14 settembre alle ore 18:45 all'incontro "Per lo Stato di diritto. Giustizia e Legalità al tempo dei populismi" presso la Cooperativa A. Labriola in Via Enrico Falk 51 (Zona 8 - M1 S. Leonardo). Intervengono: Andrea Orlando, Già Ministro della Giustizia; Franco Mirabelli, Vicepresidente Senatori PD; David Gentili, Commissione Antimafia Comune di Milano; Valerio Spigarelli, Unione Camere Penali. Coordina: Claudia Peciotti, Dipartimento Giustizia PD Milano. (Locandina)

Domenica 23 settembre alle ore 18:45 per discutere di “Il PD visto da Milano” presso la Cascina Chiesa Rossa in Via S. Domenico Savio 3 (Zona 5 – M2 Abbiategrasso). Intervengono: con Emanuele Fiano, Lorenzo, Guerini, Matteo Mauri, Franco Mirabelli, Barbara Pollastrini. Coordina: Nino Luca, Corriere della Sera. (Locandina)

Segnalo inoltre che Domenica 9 settembre alle ore 18:00 sarò alla Festa PD a Torino presso Zona Sospello in Corso Grosseto 183 (Borgo Vittoria) per la presentazione del libro di Federica Angeli “A mano disarmata. Cronaca di millesettecento giorni sotto scorta” con l’autrice, il giornalista Paolo Borrometi, il Collaboratore del Corriere Torino Roberto Tricarico e Stefano Esposito. (Locandina)

Vi aspetto!!!

Qui di seguito alcune riflessioni:


 
 

 

Dobbiamo metterci a disposizione del Paese e ascoltare

Intervento all’incontro nazionale di AreaDem a Cortona (Video dell’intervento).

 
Credo che la discussione di questi giorni sia stata importante.
Ho ascoltato molte cose che condivido, tra cui il percorso indicato nella relazione di Marina Sereni e l’analisi del prof. Magatti e di Piero Fassino sulle ragioni della sconfitta elettorale.
Ho trovato grande sintonia anche rispetto alle agende illustrate da Gentiloni e Martina.
Voglio provare a dire alcune cose perché vorrei che nel prossimo congresso, che spero si faccia presto, si prendano le decisioni giuste, si traggano le conseguenze delle analisi che abbiamo sentito e si metta in positivo una riflessione che abbiamo fatto in questi giorni a Cortona e anche in altre sedi.
Dobbiamo cominciare a dire in positivo cosa non va ma anche cosa dobbiamo fare e penso che questo sia il compito delle piattaforme che verranno presentate al congresso.

 
 

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Troppo spesso parliamo di loro, accettiamo la loro agenda ma il PD è altro

Articolo pubblicato su Huffington Post

 
Penso che questi giorni drammatici ci debbano aprire gli occhi sulla cruda realtà.
Il punto per il Pd non è tanto, come si dice spesso, come comunichiamo ma cosa comunichiamo.
Non riusciamo a rompere la narrazione che abbiamo pesantemente subito e ci ha portato alle sconfitte del referendum e del 4 marzo: quella che ci consegna, nello scontro montato artificialmente tra popolo e élite, la parte degli amici dei potenti, dei banchieri e dei profittatori. Non lo siamo e non lo siamo mai stati ma anche in queste ore non ci siamo sottratti, nonostane il lavoro del segretario, alla parte che ci assegna da anni il populismo imperante.
Abbiamo subito le strumentalizzazioni e contrattaccato parlando dei tempi e dei modi giusti per trovare le responsabilità del crollo e abbiamo spiegato che i dilettanti non sanno cosa significa revocare le concessioni.
Tutto giusto ma mentre loro propagandisticamente promettevano giustizia senza guardare in faccia nessuno nel cercare chi ha causato una tragedia, noi siamo apparsi come quelli che parlano d’altro.
 

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Gli italiani non riceveranno risposte ai problemi dalla propaganda

Altro che “prima gli italiani”, da settimane non si parla più di cose da fare ma solo di individuare i nemici del popolo.
Certo, è più facile che governare facendo cose utili e i conti con la realtà, ma così alla fine si utilizzano in modo odioso i problemi concreti e le sofferenze di una parte degli italiani per avere facile consenso e potere.
Tutto ciò che sta facendo il governo viene spiegato e giustificato con “prima gli italiani”.
Si viola qualunque norma di diritto e di buonsenso sequestrando 150 immigrati su una nave della Guardia Costiera in nome degli italiani che non hanno da mangiare; si mette in discussione il rilancio di ILVA e il risanamento ambientale per Taranto in nome della difesa del popolo contro i poteri forti e ora si mina l’Unione europea, illudendo che questo ci faccia risparmiare miliardi da mettere a disposizione dei più deboli.
In questo delirio ogni giorno Salvini e Di Maio spiegano quali sono i nemici ma mai come lasciare 150 disperati in mare o abbandonare l’odiata, per loro, Europa possa servire a migliorare la vita degli italiani soprattutto di chi ha più bisogno.
 

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Contrastare la strada indicata da Salvini che ci riporta indietro

Articolo pubblicato su Huffington Post.

In pochi giorni i nostri governanti hanno prima attaccato la legge Mancino sostenendo che fascisti e razzisti vanno comb attuti non con le leggi ma confrontando le idee.
Poi hanno spiegato che gli omosessuali sono cittadini di serie B incapaci di essere genitori.
Hanno chiarito che, tra un pubblico ufficiale che offende e espone al pubblico ludibrio una persona di origine rom e la invita a scendere da un mezzo pubblico e la persona offesa, ha ragione e va premiato il capotreno.
Il ministro degli Interni ha spiegato di considerare una medaglia l’accusa di istigazione all’odio razziale.
Passano l’estate a sdoganare i sentimenti peggiori delle persone e a demolire conquiste civili che pensavamo acquisite per sempre.
Il “prima gli italiani” è diventato “prima gli italiani bianchi, latini e eterosessuali”.
L’informazione viene continuamente richiamata ad adeguarsi al nuovo pensiero dominante, che poi è quello vecchio, di un tempo che speravamo di aver superato.
Di fronte a tutto ciò chi reagisce viene guardato con sufficienza.
 

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