Prima dell'estate

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Dall'ultima newsletter è passato un po' più di tempo, e me ne scuso, perché nel frattempo sono stata nominata da Maurizio Martina nella nuova segreteria PD con l'incarico di responsabile Esteri e Cooperazione internazionale. Mi sono resa disponibile per questo incarico (che mi onora) per due ragioni principali: voglio aiutare il nostro partito a fare a breve, prima delle elezioni europee, un congresso vero nel quale confrontarci in modo schietto e intellettualmente onesto sui tanti nodi che la globalizzazione e il governo Lega-M5S presentano al PD. C'è bisogno di noi, rigenerati e pronti, per dire no alle tante sparate di Salvini e Di Maio. Vorrei poi poter dare un contributo tematico sui principali temi di politica estera, che sono spesso un terreno di scontro con il governo, e di politica europea, anche in vista delle elezioni europee del 2019.


 

Da subito, dalle reazioni alla nuova segreteria, tendenzialmente negative, e più in generale dalle difficoltà che incontriamo nel far fare passi avanti alla nostra iniziativa politica, mi sono resa conto di quanto sia duro il percorso di ricostruzione del PD. La sconfitta del referendum e delle elezioni politiche, così come le tante sconfitte a livello locale, ci consegnano molti errori sui quali riflettere, molti rapporti con i cittadini e i corpi intermedi da sistemare, molte idee, anche le più eterodosse, da prendere in considerazione. Qui trovate una mia riflessione sul perché abbiamo perso.

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In questa situazione, non possiamo certamente limitarci a far funzionare gli organismi dirigenti (anche se quello aiuta), sperando che gli errori della Lega e del M5S ci costruiscano un consenso per differenza. Dobbiamo darci da fare noi, senza avere paura della discussione, e perciò serve organizzare il congresso rapidamente. Non voglio neppure nascondervi che il percorso per tornare a essere una alternativa credibile non avverrà rapidamente e passerà spesso da errori, strade imboccate che non portano da nessuna parte, tentativi che non sempre andranno a buon fine. È un percorso da fare insieme, consapevoli di queste difficoltà, e cercando di ricostruire un senso di comunità, un senso dell'organizzazione che troppo spesso sembriamo avere smarrito. Penso che l'esperienza di Milano, dove c'è un'unità del centrosinistra e dove si riesce a fare proposte credibili su Europa, crescita, occupazione, possa essere molto utile al PD, anche nazionale, per ripartire. Sono anche convinta del fatto che lo spazio politico per fare opposizione a questo governo nazionalista, propagandista e poco concreto c'è tutto. E che la base elettorale del PD, i nostri iscritti, simpatizzanti, elettori, abbia davvero voglia di darci una mano.

Per questo, ancora più di prima, leggo quello che mi scrivete e continuo a ricavare spunti e suggerimenti dai vostri messaggi. Spero di poter contare su di voi anche in questo frangente.



 

La prima cosa per la quale vi chiedo una mano è la diffusione della petizione del PD per bloccare il rinvio deciso dal governo sull'obbligo vaccinale. Potete firmare, scaricare i moduli per far firmare amici e parenti, organizzare una raccolta firme nel vostro circolo. Il rinvio dell'obbligo vaccinale è davvero simbolico del modo pasticciato e demagogico con cui il governo affronta i problemi dell'Italia.

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Brevemente, alcune notizie sull'attività di collegio e in aula in queste settimane:

  • Qui trovate un mio post sull'assunzione di 1500 persone al CNR, tra cui qualche decina di ricercatori milanesi, dovuto a un emendamento alla scorsa legge di bilancio, del collega Dallai e mio
  • Qui trovate qualche informazione sul piano economico della Statale per il futuro di Città Studi
  • Qui trovate un mio intervento sulla Libia e sulla necessità di condividere le responsabilità sulla politica estera italiana 
  • Qui trovate alcune informazioni relative alla proposta di legge del PD per una commissione di inchiesta sulle fake news, proposta attualissima visto quanto sta emergendo sulle interferenze nella notte dell'impeachment. Sarebbe un bene (per loro, in primis) se Lega e M5S volessero collaborare.

 

Spero che possiate passare delle belle vacanze con le vostre famiglie. Io le userò per riposare (dopo una campagna elettorale pesante, l'appendicite e un trasloco...) ma anche per leggere qualche libro in più.

Intanto vi consiglio (e se volete mandatemi i vostri consigli):

  • Popolo vs. democrazia di Yascha Mounk, un libro illuminante sulla crisi della democrazia liberale;
  • How to Fix the Future: Staying Human in the Digital Age di Andrew Keen, una riflessione su come
    sconfiggere la paura del futuro
  • Immigrazione: cambiare tutto di Stefano Allievi, un libro scritto con le giuste intenzioni, cioè di capire
    le paure che genera l'immigrazione e di proporre soluzioni realistiche
  • Nel paese dei diseguali di Dario Di Vico, che presenterò alla festa dell'Unità di Milano il 2 settembre
  • Viaggio in direzione 270° di Ahmad Dehqan, un romanzo autobiografico, una grande storia sulla guerra Iran-Iraq vista da un punto di vista per me molto nuovo e straniante, cioè quello di un giovane basij.


A presto,
Lia

 
 
 

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